media education: cos'è e a cosa serve

Negli ultimi anni, con la diffusione di numerosi social network, si è spesso sentito parlare di media education, ovvero la formazione della capacità, da parte degli utenti, di utilizzare non solo i social, ma i media in generale nel modo corretto.

Con la nascita dei social, arriva di conseguenza la diffusione di nativi digitali, cioè quelle persone che nascono già nell’era di Internet e sono quindi abituati ad usare internet quotidianamente. In questo punto, il web diventa essenziale per affrontare qualsiasi situazione: indicazioni stradali per un certo negozio, fare ricerche scolastiche, seguire i trend delle celebrità, restare informati sugli argomenti che più interessano. La realtà virtuale è tanto utile quanto paurosa: c’è sempre la possibilità di scontrarsi con fenomeni preoccupanti, tra cui violazione di privacy, truffe, cyber bullismo, phishing e molto altro ancora.

La problematica che spesso si affronta è la poca consapevolezza da parte dei genitori del mondo del web, e quindi la mancanza di controllo sui figli.
I nativi digitali sono adolescenti che vivono con il web sin dalla nascita, ma questo non significa che la loro conoscenza comprenda anche i rischi che si corrono a diffondere informazioni pubblicamente.

Piccole Regole per la Media Education

Le regole indicate sono dei piccoli accorgimenti che deve avere ogni genitore nei confronti del proprio figlio, per portarlo ad una sufficiente conoscenza dei rischi del web e di come utilizzare le diverse piattaforme social.

  1. Utilizzi eccessivi delle piattaforme: più una persona passa il suo tempo a navigare nel web, più incorre a potenziali truffe e inganni. Il genitore deve, per prima cosa, impostare orari e limiti nell’utilizzo dei dispositivi, che portano distrazione ed esclusione dal mondo esterno.
  2. Fenomeni di Cyberbullismo: Il fenomeno più preoccupante nel mondo dei millenial è sicuramente il cyber bullismo, ovvero il bullismo applicato ad internet, dove si verificano la diffusione di odio e frustrazioni verso le persone. Educare il proprio figlio a non utilizzare mai i social per sfogare rabbia e incitare odio, e abituarlo ad essere sempre trasparente su eventuali episodi in cui si rimane vittime. Educare i giovani a parlare sempre per risolvere problemi ed evitare che si possano presentare eventi gravi, è il miglior modo per sconfiggere questo fenomeno.
    media education: cos'è e a cosa serve
  3. Informazioni personali e privacy: Far presente ai figli che qualsiasi informazione condividono nel web, sarà tenuta per sempre e non verrà mai cancellata dalla memoria dei server presenti in tutto il mondo. Per questo motivo non diffondere mai le informazioni personali, non condividere le password delle piattaforme in cui si naviga, fare attenzione alle foto che si vanno a pubblicare, non inserire mai i propri dati bancari in rete. Questi ed altri consigli sono da tenere sempre a mente per una buona consapevolezza dei sistemi web.
  4. Distorsione tra realtà e finzione: Nell’era di Photoshop, si assiste al fenomeno del fotoritocco esagerato e portato a limiti estremi: la condizione, soprattutto nelle ragazze, di credere che quella modella sia veramente così, le porta ad una condizione di non accettarsi e di credere di non essere mai abbastanza. In questo caso, il ruolo di un genitore o di un educatore è quello di far capire che la perfezione non esiste: mostrare foto reali delle celebrità, notare difetti umani e normali in tutte le persone comuni e famose.
  5. Fake news, bufale e truffe: Altre problematiche arrivano invece dalla diffusione delle cosiddette fake news, notizie non reali ma descritte in modo da sembrare perfettamente credibili: eventi mai accaduti, citazioni errate di persone famose, o peggio guide con promesse di diversa natura: popolarità, ricavi e tanto altro. Per contrastare questi avvenimenti, le piattaforme di social network per prime si stanno muovendo per contrastare questo fenomeno, creando nuovi strumenti per combattere le fake news.

Questi e ulteriori consigli vengono messi a disposizione da varie attività, associazioni che formano gli adolescenti, ma anche genitori ed educatori scolastici ad utilizzare gli strumenti e conoscere i rischi che si incorrono navigando sul web.

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